L'ingegner Gadda, Alessandro Volta, il metano
Storia di un positrone
La notizia giudicata più importante dai lettori di Science è la stessa che avrei scelto io. In effetti molte persone sono così vispe ed efficienti dopo solo poche ore di sonno al punto da risultare antipatiche ai comuni mortali. Secondo gli autori della ricerca non possono farne a meno, perché la causa risiede nei loro geni.
Henrik Lange è un illustratore svedese in attività dal 1990. L’anno scorso la frizzante casa editrice Nikotext di Borås ha pubblicato il suo compendio di letteratura a fumetti 80 romaner för dig som har bråttom, subito diventato un successo mondiale. Per nostra fortuna, lo scorso ottobre, Cairo Editore ha pubblicato la versione italiana, con il titolo 90 classici da leggere per chi ha fretta (costo 10 €, uno per ogni titolo aggiunto qui da noi). Con tre vignette per ciascuno (più una per il titolo), tutte in una pagina, Lange illustra con brio e talento comico il contenuto di numerosi capolavori letterari. L’unico appunto che posso muovere a questa spassosa lettura è che i classici illustrati sono scelti con criterio troppo americano. Si tratta comunque di un peccato veniale, compensato dal fatto che così, saltando di qua e di là tra i titoli e le pagine, si ha modo di conoscere anche libri non troppo famosi in Italia. La cosa non tanto strana é che, secondo me, si divertiranno di più coloro che i libri illustrati e garbatamente presi in giro da Lange già li hanno letti e li conoscono. Ecco, ad esempio, come sono interpretati Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll e Robinson Crusoe di Daniel Defoe:
Un articolo di Amedeo Balbi sul suo blog Keplero segnala come il rivale di Sherlock Holmes, il malefico dottor Moriarty, sia descritto come un genio matematico e studioso di astronomia. Inoltre il personaggio sarebbe stato ispirato ad Arthur Conan Doyle, padre letterario del grande investigatore, dalla figura di un vero astronomo, l’americano di nascita canadese Simon Newcomb (1835-1909). In effetti la figura di Moriarty merita un approfondimento dal punto di vista scientifico.
Il teorema del binomio esprime lo sviluppo della potenza n-esima di un binomio qualsiasi. Così, se i coefficienti per le prime potenze maggiori di 1 sono:
e
Il problema consiste nel determinare i coefficienti per una qualsiasi potenza n-esima del binomio senza dover eseguire il calcolo tutte le volte.
La soluzione per n=2 era già nota a Euclide intorno al 300 a.C., ma per le potenze successive si dovette attendere in occidente Niccolò Fontana detto il Tartaglia (ca. 1500-1557), uno dei grandi algebristi italiani del ‘500, che presentò il suo famoso triangolo nell’opera General trattato dei numeri e misure (1556).
Nel triangolo, come è noto, gli elementi di ciascuna riga si ottengono sommando i due elementi adiacenti della riga superiore. Le interessanti e innumerevoli proprietà di questo triangolo sono illustrate con la consueta chiarezza da Matematicamedie. In realtà questa configurazione era già nota in Oriente. Se ne era occupato il grande poeta e matematico persiano Omar Khayyam (1048-1131) e si ritrova in un testo cinese del 1303, il Prezioso Specchio dei Quattro Elementi di Chu Shih-Chieh, sviluppato fino all’ottava potenza del binomio.
Il triangolo fu oggetto dello studio di Blaise Pascal (1623-1662), che gli dedicò nel 1654 il trattato Le Triangle Aritmétique, in cui il filosofo e matematico francese analizzò soprattutto gli aspetti combinatori. Pascal, che numerò le righe partendo da 0, scopri infatti che i numeri del triangolo corrispondono alle diverse combinazioni possibili di un dato gruppo di oggetti. Infatti l'elemento di posizione k sulla riga n del triangolo di Tartaglia è il numero di combinazioni di n-1 elementi di classe k-1:
Pascal scoprì anche la relazione tra i coefficienti binomiali che oggi è nota come Formula di Pascal:
Lo studio di Pascal fu così felice che in tutto il mondo il triangolo dei coefficienti binomiali è noto come Triangolo di Pascal e non è attribuito al nostro povero Tartaglia.
Isaac Newton (1642-1727) sviluppò nel 1665 la formula (teorema del binomio) che esprime lo sviluppo della potenza n-esima di un binomio qualsiasi, estendendola al caso di esponenti reali e non semplicemente interi positivi:
Fu sulla formula di Newton che dovette basarsi lo studio di James Moriarty. Ma che cosa può aver scoperto sull’argomento? Conan Doyle è reticente (anche perché di matematica non è che fosse assai esperto…), ma non si può escludere che il giovane genio matematico possa aver esteso il teorema di Newton a esponenti complessi. Nella realtà, altri l’hanno fatto al posto suo, ma piace immaginare che l’abbiano fatto dopo di lui.

Molti altri autori hanno scritto storie con protagonista Sherlock Holmes, al punto che oggi si distingue tra il cosiddetto canone delle opere originali di Conan Doyle e la serie degli apocrifi di altra mano, spesso dotata di altrettanto talento. Tra le opere non canoniche si trova The Ultimate Crime (1976), scritto da Isaac Asimov nella serie dei racconti dei Vedovi Neri, il gruppo di ricchi intellettuali che si riunisce periodicamente al ristorante Milano di New York per decifrare casi polizieschi che vengono poi risolti dall’intuito del cameriere Henry (una specie di Jeeves) in vece loro.








La struttura alfabetica caratterizza The Sailor’s Alphabet, una canzone inglese di argomento marinaro raccolta dallo studioso di musiche popolari e cantante A. L. Loyd, che fu portata al successo da una splendida versione dei Fairport Convention nel loro album Babbacombe Lee del 1971:The Gashlycrumb Tinies: or, After the Outing - I bambini di Gashlycrumb
A is for Amy who fell down the stairs - A sta per Amy, scivolata giù dalle scale
B is for Basil assaulted by bears - B per Basil, squartato da un animale
C is for Clara who wasted away - C sta per Clara, consunta e dal male sconfitta

D is for Desmond thrown out of a sleigh - D per Desmond, scagliato fuori da una slitta

E is for Ernest who choked on a peach - E sta per Ernest, da una pesca ingozzato
F is for Fanny sucked dry by a leech - F per Fanny, ch’ebbe il sangue prosciugato
G is for George smothered under a rug - G sta per George, in un tappeto soffocato
H is for Hector done in by a thug - H per Hector, da un Thug strangolato
I is for Ida who drowned in a lake - I sta per Ida, che in un lago affondò
J is for James who took lye by mistake - J per James, che liscivia sbagliando ingoiò
K is for Kate who was struck by an axe - K sta per Kate, colpita con una scure
L is for Leo who swallowed some tacks - L per Leo, che ingerì puntine dure
M is for Maud who was swept out to sea - M sta per Maud, che in barca si perse al largo
N is for Neville who died of ennui - N Neville, che, annoiato, cadde in letargo
O is for Olive run through with an awl - O sta per Olive, da un punteruolo tormentata
P is for Prue trampled flat in a brawl - P per Prue, che in una rissa fu ammazzata
Q is for Quentin who sank in a mire - Q sta per Quentin, affondato in un pantano
R is for Rhoda consumed by fire - R Rhoda, incendiata con il propano
S is for Susan who perished of fits - S sta per Susan, che morì di convulsione
T is for Titus who flew into bits - T per Titus, fatto a pezzi da un’esplosione
U is for Una who slipped down a drain - U sta per Una, che scivolò in un tombino
V is for Victor squashed under a train - V per Victor, schiacciato da un pendolino
W is for Winnie embedded in ice - W sta per Winnie, nel ghiaccio incassata
X is for Xerxes devoured by mice - X per Xerxes, per i topi cena prelibata
Y is for Yorick whose head was knocked in - Y sta per Yorick la cui testa fu maciullata
Z is for Zillah who drank too much gin - Z per Zillah che bevve gin in dose smodata.
Gorey era stato in precedenza autore di un altro libro alfabetico, The Gorey Alphabet (1961), di cui questa è la lettera J: